Lanciata la fase 2.0 

L’Italia è paese membro di Mission Innovation, iniziativa di cooperazione multilaterale globale nata a Parigi nel 2015 il cui scopo primario è quello di accelerare i processi di innovazione delle tecnologie clean, sia in ambito pubblico che privato, attraverso l’impegno dei Paesi aderenti [1] a raddoppiare la quota pubblica degli investimenti dedicati alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione delle clean tech al fine di rendere l’energia pulita accessibile ai consumatori e di creare posti di lavoro verdi e opportunità commerciali.

Fin dall’inizio l’Italia ha istituito due task force: una composta dai Ministeri coinvolti (MAECI, MATTM – ora MiTE, MUR e MEF) competente soprattutto per la parte di governance del processo di raddoppio dei fondi pubblici e una con carattere più operativo, rappresentata dai principali Enti di ricerca pubblici dedicati (CNR, ENEA, IIT, OGS, RSE SpA).

Nella prima fase dell’iniziativa il nostro Paese ha aderito alle 8 Innovation Challenges che la caratterizzavano, concentrando particolarmente l’attenzione sulle Innovation Challenges relative a smart grid, materiali e idrogeno. Tale adesione è stata possibile grazie al coinvolgimento dei principali attori pubblici della ricerca in campo energetico.

L’Italia ha deciso di incrementare gli investimenti in Ricerca e Sviluppo nell’energia rinnovabile attraverso fondi da destinare ai Centri di ricerca e al settore privato, al fine di accelerare la transizione energetica.

Gli investimenti saranno focalizzati su tre settori principali: reti intelligenti, idrogeno e materiali energetici innovativi. Tutti gli sforzi sono volti a raggiungere gli obiettivi della riduzione delle emissioni al 2030, traguardando la completa decarbonizzazione entro il 2050.

Il lavoro svolto nell’ambito delle Innovation Challenges ha permesso all’Italia sia di avere un ruolo cruciale nell’ambito dell’iniziativa, sia di richiedere e ottenere fondi nazionali necessari per realizzare le attività in collaborazione con gli Enti di ricerca anche al fine di realizzare il cd. doubling trattandosi di investimenti pubblici. Queste attività sono in linea con i principali programmi europei (Set Plan e Horizon) e con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che ha una dimensione denominata “Ricerca, Innovazione e competitività” che si fonda proprio su due pilastri: Mission Innovation e Set Plan.

Il 31 maggio 2021 si è tenuta, in modalità virtuale, la Riunione Ministeriale a cui ha preso parte il Ministro Cingolani.

Nella cornice della riunione ministeriale (MI6) è stata lanciata ufficialmente la nuova fase denominata “Mission Innovation 2.0” , a cui l’Italia ha aderito. Tale lancio è stato accolto con grande ottimismo per gli ambiziosi traguardi che si pone e per la significativa partecipazione dei paesi membri. L’adesione dell’Italia si inserisce nel coinvolgimento attivo del Paese nell’accelerare la transizione energetica e del ruolo cruciale che riveste l’iniziativa nella progressiva riduzione delle emissioni di CO2 con l’obiettivo di creare un pianeta migliore alle generazioni che verranno.

Una novità di rilievo è costituita dalla creazione di nuove 6 Mission che andranno a sostituire le 8 Innovation Challenges, attraverso fusioni e integrazioni delle aree tematiche di ricerca. Nel corso di MI6 sono state lanciate le prime 3 Mission: Power, Clean Hydrogen, Shipping.

L’Italia è co-leader insieme a Cina e UK della “Mission Power” in cui sono confluite le attività delle Smart Grids (IC#1) e l’intero settore delle rinnovabili e degli accumuli ed è alla guida per i prossimi tre anni del programma delle attività che riguardano questo importante progetto, che prevede il coinvolgimento di alcuni Centri di Ricerca Italiani. Altri nove paesi (Giappone, Corea del Sud, India, Australia, Germania, Austria, Canada, Olanda e Brasile) e alcune Organizzazioni Internazionali (IEA, IRENA e WORLD BANK) hanno espresso l’interesse nell’aderire alle attività di Power Mission.

L’Italia considera Power Mission un “laboratorio” vivente, dove ogni paese può condividere la propria esperienza e necessità nel mutuo rispetto e autonomia. Allo stesso modo, in linea con lo spirito di Mission Innovation, i settori pubblico e privato potranno unire le forze per cogliere i nobili obiettivi di MI, individuando e sviluppando tecnologie innovative abilitanti e modelli di business da condividere con altri partner a livello globale. L’Italia ha già coinvolto il settore privato, ottenendo un’ampia risposta e disponibilità nel collaborare a tale visione.

L’Italia ha inoltre aderito alla Clean Hydrogen Mission, considerato il ruolo e l’importanza dell’idrogeno e l’impegno del Paese in tale settore.

 

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[1] Paesi: Australia, Austria, Brasile, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Marocco, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Arabia Saudita, Corea del Sud, Svezia, EAU, Regno Unito, Unione Europea  e USA.

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